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Cerimonia Certificazione ISO 14001

Relazione dell'Ispettore Generale Bigando

Postato da: Alessandro - pubblicata il 19 febbraio 2005
Categoria: Primo Piano

A distanza di dieci anni dalla costituzione dell'Associazione Volontari AIB del Piemonte e a cinque anni dalla sua trasformazione in Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte ci ritroviamo qui, oggi, a riflettere su quanto è stato fatto e, soprattutto, su ciò che sarà imperativo fare per migliorare e affinare il ruolo del Corpo nel Sistema AIB che la Regione Piemonte ha voluto darsi in questi anni.

Dieci anni fa noi, volontari AIB abbiamo raccolto una grande sfida che, allora ci fu lanciata dal Corpo Forestale dello Stato e dall'Amministrazione della Regione Piemonte: trasformare squadre di operai forestali assunti e licenziati all'inizio e alla fine di un incendio boschivo dal Ministero competente in un'Associazione regionale di Volontari, inquadrati nella legge 266/91 per il volontariato.

Abbiamo risposto con coraggio e impegno, superando difficoltà di ogni genere; non le voglio elencare tutte, ma solo ricordarne alcune: amalgamare operatori che fino ad allora non avevano lavorato insieme; creare uno spirito di appartenenza ad un sodalizio di "gente di montagna" che comunque aveva ed ha un unico "sentire": la difesa del territorio e della sua gente; inventare la struttura di un'associazione che di per sé, fin dalla nascita, non aveva i caratteri tipici di un'associazione; reperire fondi, dotarsi di attrezzature, gestire l'amministrazione, darsi regole.

Inevitabilmente, trascorsi quattro anni dalla Sua nascita, i limiti dell'Associazione sono parsi chiari a tutti: da un soggetto che si prefiggeva compiti di rappresentanza e tutela dei propri associati bisognava passare ad un soggetto che, oltre a questi obiettivi garantisse anche efficacia ed efficienza negli interventi, disponibilità all'acquisizione di maggiori capacità professionali.

Ecco nascere l'idea del Corpo: organismo capace di fondere esigenze di efficacia ed efficienza con esigenze altrettanto irrinunciabili di democrazia e trasparenza.

La struttura gerarchica del Corpo garantisce la continuità della linea operativa sul campo, al contempo soddisfa le lecite richieste di democraticità: tutte le cariche che presuppongono compiti di comando e di coordinamento sul campo, sono elettive.

Abbiamo passato in questi anni momenti difficili dovuti alla velocità di crescita del nostro sodalizio; come non dimenticare le incomprensioni, le diffidenze, di chi, al nostro interno, continuava a pensare ad un sodalizio di volontari che non dovevano assumersi responsabilità dirette, che non dovevano impegnarsi per la creazione di un Sistema che avrebbe, a loro dire, militarizzato la struttura e legato questa stessa struttura a logiche esterne al mondo del volontariato.

La nostra, è un'attività a prevalente carattere "pompieristico", con tutti i rischi che si possono generalmente incontrare in attività di soccorso. In questi anni gli sforzi per creare dal nulla una compagine addestrata, consapevole, disciplinata sono stati notevoli.

I corsi di formazione, gli addestramenti, gli incontri a livello di base sono stati innumerevoli.

Il tema della sicurezza nelle operazioni di spegnimento è condizione irrinunciabile per l'esistenza stessa dell'Organizzazione. Ribadisco qui e….. lasciatemelo dire, in modo solenne, non c'è e non ci sarà posto nel Corpo per chi non crede nella fondamentale importanza della formazione, della disciplina, della integrazione di un'associazione di privati con l'Amministrazione Pubblica ed i Corpi Istituzionali dello Stato. La perentorietà di questa affermazione deriva dall'esperienza di questi anni; queste cose le abbiamo imparate sulla nostra pelle con lutti , invalidità, incidenti. Il nostro, in questi anni, (spero anche negli anni a venire) è stato un laboratorio dove si sperimenta come cittadini Volontari possano integrarsi e lavorare, in modo ordinato ed organico con l' Istituzione Stato. Credo altresì, che l'importanza di questo esperimento non sia ancora stato capito in quella città piuttosto lontana da noi che si chiama Roma, ma noi abbiamo pazienza; raddoppieremo i nostri sforzi, in quella sede, per chiedere attenzione su quanto succede in questa terra di frontiera che si chiama Piemonte.

Come non ringraziare, qui, oggi, tutti quelli che negli anni hanno lavorato a questo progetto, ai dirigenti di oggi e quelli di ieri, ai tantissimi Volontari che, in silenzio hanno reso possibile tutto questo!

Un ringraziamento particolare va a Cesare Mino che mi ha preceduto alla guida del Corpo Volontari AIB del Piemonte: la sua capacità di analisi, di mediazione, la facilità nel rapporto interpersonale sono noti a tutti; mi ha insegnato molto e spero che in tempi non lontani, voglia e possa tornare a dare il suo contributo alla crescita del Corpo.

Il rinnovamento continuo di un'organizzazione propone, talvolta, passaggi dolorosi che, nostro malgrado, devono essere percorsi: sia però chiaro a tutti che il rinnovamento non è mai stato lo strumento per allontanare o scontentare chicchessia.

Fino ad ora ho parlato esclusivamente del Corpo; tutto il processo non sarebbe stato possibile senza l'attenzione, la disponibilità dell'Amministrazione della Regione Piemonte; sin dalla firma della prima convenzione con l'allora amministrazione Brizio e poi, con le amministrazioni Ghigo, è stato tutto un susseguirsi, da parte regionale, di sforzi per munirsi di strumenti legislativi, deliberativi, amministrativi e burocratici per rendere possibile la costituzione del Sistema che oggi si vede certificato. Il ringraziamento più grande và all'Assessore Roberto Vaglio che ha avuto il merito di credere fin da subito che l'unico modo per difendere e salvaguardare il territorio montano è coinvolgere la gente che vive il territorio insieme alle Forze Istituzionali e alle componenti sociali, culturali che insistono su quel territorio.

Lo ringraziamo per la disponibilità e la pazienza dimostrata nei momenti difficili, ma lo ringrazio soprattutto per l'aiuto che molte volte ci ha dato sul campo delle operazioni superando con celerità e competenza difficoltà burocratiche e amministrative che di volta in volta si proponevano, in continuo e stretto contatto con i funzionari del Settore Antincendio Boschivo del Suo Assessorato, al quale và l'abbraccio di tutto il Corpo AIB.

Ringraziamento sentito per Il Corpo Forestale dello Stato che in questi anni ci ha diretto nelle operazioni di spegnimento e che è stato il nostro punto di riferimento operativo.

Abbiamo iniziato da poco la collaborazione con i Vigili del Fuoco, credo che oggi neppure immaginiamo gli sviluppi che questa collaborazione potrà avere; la preparazione e l'esperienza nelle operazioni di soccorso del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è nota a tutti noi; molte volte ci siamo sforzati di copiare le Vostre procedure, la Vostra celerità, la Vostra professionalità. La nostra attività non è solo volta all'estinzione dell'incendio boschivo; l'essere abitanti un territorio alpino, presuppone, avendone i mezzi, di mettersi a disposizione delle amministrazioni locali di quel territorio quando le comunità sono minacciate da eventi naturali. La nostra preparazione tecnica in queste operazioni è ancora limitata; con il Vostro aiuto e con la nostra disponibilità, dovremo essere capaci, nei prossimi anni a creare una compagine omogenea per il monitoraggio e la salvaguardia di questi territori, sia in campo dell'estinzione incendi nell'interfaccia urbano-rurale che in materia di interventi d'emergenza e di soccorso a persone e cose.

Ringrazio ancora l'apporto culturale e di studio che l'Università di Torino, Dipartimento Selviter e Politecnico ha saputo dare per la crescita di tutto il sistema.

Non sarei del tutto sincero, però, se tacessi alcune preoccupazioni mie e dei Volontari del Corpo: cosa accadrà dopo tutto questo sforzo? Le opportunità politiche, volte ad accontentare questa o quella lobby avranno ragione di un lavoro che ha impegnato migliaia di persone a tutti i livelli per decine di anni? Quale fondamento hanno le voci che qualcuno mette in giro secondo le quali il Corpo AIB ha i giorni contati? L'aver perseguito, in questi anni logiche di sussidiarietà in modo serio ed oserei dire scientifico con le Istituzioni sarà la nostra colpa? Diamo tanto fastidio a qualcuno? Dopo esserci sforzati per anni di dare formazione ai Volontari ci troveremo a lavorare, in luoghi pericolosi con Volontari senza la formazione riconosciuta dalla Regione Piemonte? Oggi accade. Cosa diremo ai nostri Volontari, che abbiamo scherzato? Che volevamo giocare con le loro vite con le loro passioni, le loro convinzioni? Il Corpo AIB sarà confuso con il resto del volontariato di cui apprezziamo l'impegno, riconosciamo il suo valore sociale, ma a cui non è richiesto l'intervento in situazioni intrinsecamente pericolose, non è richiesto lo stesso livello di preparazione professionale, non è richiesta, infine la stessa disponibilità temporale e reperibilità? Per perfezionare il Sistema, la strada è ancora molto lunga e laboriosa, ce la lasceranno percorrere? come?

Ci avviciniamo al rinnovo del Consiglio Regionale, i volontari AIB non abituati a costituirsi in lobby politiche, hanno altro a cui pensare, oggi attendono risposte chiare, di programma.

Per tali ragioni, chiederò, a nome del Corpo Volontari A.I.B. del Piemonte ai candidati Presidenti o loro delegati la disponibilità a partecipare a pubblici dibattiti con i volontari AIB per conoscere: programmi e strategie per la salvaguardia del nostro patrimonio boschivo e, più in generale, per la difesa delle realtà produttive e sociali delle nostre montagne.

Un mio amico descrive il carattere del volontario AIB con un aggettivo che a me piace molto: rupestre. La mia relazione ne è la prova.

La mia doveva essere la relazione conclusiva di questo convegno, ritengo che per le cose dette questa mattina, sia auspicabile un ulteriore passaggio conclusivo dell'Assessore Vaglio. Grazie per l'attenzione e la vostra pazienza.

Bigando Remo
Ispettore Generale Corpo Volontari A.I.B. del Piemonte

Torino 10/02/05