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La donna della domenica
Il funzionario Cristina non scherza col fuoco
Articolo tratto da La Stampa(external link) del 27/2/2005, sezione: Torino cronaca, pag. 47.
QUANDO ero bambina e vedevo passare i mezzi dei pompieri, mi emozionavo. Erano gli eroi che combattevano contro il fuoco, il male». Sembra persino troppo facile collegare l'ostinazione di una bimba a identificare l'«angelo» in colui che spegne le fiamme, all'ostinazione del destino che apparecchia per lei un futuro preciso: stare, da grande, proprio là dove divampano gli incendi. Pure, è andata così, a Cristina Ricaldone, che lavora in Regione, assessorato alle Politiche per le Montagne e Foreste, come «funzionario con mansioni operative nel Settore Antincendi boschivi e rapporti con il Corpo Forestale dello Stato». In pratica, una lady contro le fiamme: fino a tal punto la sorte ha premiato il sogno infantile di Cristina che, di fatto, oggi, guida un esercito di «eroi che combattono contro il fuoco».
Sorride, la dottoressa Ricaldone, se le chiedi di cosa si occupa in concreto. E spiega dettagliatamente: «Formazione e addestramento del personale che interviene nelle operazioni antincendi boschivi e procedure operative d'intervento». Non basta, c'è pure «l'informazione preventiva sul rischio di incendi». Guerra alle fiamme, insomma, su ogni fronte e con tanti alleati. Sono, infatti, circa seimila, gli arruolati nel corpo Volontari A.I.B. che operano su tutto il Piemonte, e che lavorano in accordo con Guardia Forestale e Vigili del Fuoco. Un bel team: non per nulla «il Settore Antincendi boschivi del Piemonte è il primo in Italia ad aver ricevuto la certificazione Iso 14001». Come dire, un marchio di qualità.
Quando chiedi notizie sul «suo» plotone di volontari, Cristina s'infervora. «Sono persone meravigliose, che, a prescindere dall'età e dalla professione, sentono forte il legame con la propria terra e danno un prezioso contributo per difendere il territorio su cui vivono». Poco conta se, per incontrarli, lei deve fare gli straordinari. «Amo il mio lavoro e quindi non mi pesa - minimizza - e comunque, i volontari sono persone che lavorano o studiano e quindi è ovvio che spesso ci si veda quando loro sono liberi, la sera o magari nei week-end per pianificare le varie attività». Attività tra cui figura - in primis - la formazione. «Imparano a conoscere mezzi e strumenti operativi, attrezzatura e dispositivi, ma pure a salire e scendere da un elicottero. E, soprattutto, a operare in condizioni di sicurezza». Un tema che sta molto a cuore alla dottoressa Ricaldone: «E' fondamentale conoscere e applicare una serie di regole, per non mettere a repentaglio la propria e l'altrui vita».
Eroi sì, ma senza colpi di testa, per quelle che, al profano, sembrano scene da film dove l'incendio, a seconda dell'entità, si combatte con ogni mezzo: da semplici pale, rastri e flabelli, attrezzi basic, ai più scenografici mezzi aerei, Canad Air o Helitanker. Non è un film, però, per Cristina&soci, che di queste infiammate apocalissi ne vedono 400 circa in un anno. E che, proprio in questi giorni, si preparano a vivere la stagione «calda»: «In Piemonte e nel Nord Italia, infatti, i picchi maggiori sono nel tardo inverno e nella primavera, quando i boschi sono più secchi». Un dato inquietante? «Solo l'1% di questi incendi si sviluppa per cause naturali...». Infine, cos'è il fuoco, per Cristina? risponde senza esitare, esclamativa: «E' il male!».
«Anche se la mia casa è piena di candele perché, lontano dai boschi, amo la luce del fuoco...». Sospettavamo, infatti, che ne fosse un poco affascinata. «Certo, un grande incendio, come altri eventi che coinvolgono la natura, hanno anche un lato spettacolare. Ma è un fascino negativo». Specie, per chi fa la conta dei danni: «migliaia di alberi divorati dalle fiamme, uno vero sterminio di animali». Note dolentissime per la bionda Cristina, che ama le montagne e i boschi, «specie quelli del mio Piemonte». E che va pazza per gli animali. «Mi piacciono tutti senza eccezioni. Purtroppo vivo in un condominio, ma sogno una casa con giardino per poterne ospitare molti».
